Da un prototipo quasi artigianale costruito nel Vermont fino alle moderne macchine presenti nelle palestre di tutto il mondo, ripercorriamo la storia dello SkiErg e scopriamo perché questo particolare simulatore dello sci nordico è diventato uno degli strumenti più interessanti per sviluppare resistenza, potenza e capacità cardiovascolare.
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Prima dello SkiErg: tutto comincia dal canottaggio
Per capire da dove arriva lo SkiErg bisogna tornare negli Stati Uniti degli anni Settanta.
I fratelli Dick e Peter Dreissigacker, entrambi canottieri e ingegneri, fondano Concept2 nel Vermont nel 1976. L’azienda inizialmente si concentra sulla produzione di remi da competizione, sperimentando materiali e soluzioni tecniche innovative.
Qualche anno più tardi arriva un’intuizione destinata ad avere conseguenze enormi nel mondo dell’allenamento: realizzare una macchina che permetta ai canottieri di riprodurre indoor il gesto della vogata.
Nel 1981 viene introdotto il primo Model A Indoor Rower. Il principio alla base della macchina è semplice ma estremamente efficace: il movimento dell’atleta mette in rotazione un volano ad aria e la resistenza cresce in relazione all’intensità con cui viene eseguito il gesto.
Quel sistema avrebbe costituito anche la base tecnologica del futuro SkiErg.
1982: nasce il primo prototipo di SkiErg
Il Vermont è una regione dove lo sci di fondo fa parte della cultura sportiva locale. Durante l’inverno, per chi pratica sport di endurance, passare dal canottaggio allo sci nordico è quasi naturale.
Proprio per questo, già nel 1982, i fratelli Dreissigacker iniziano a chiedersi se il sistema utilizzato sul loro ergometro da canottaggio possa essere adattato anche allo sci.
Concept2 racconta che il primo esperimento fu estremamente semplice: utilizzando alcuni componenti del Model A Indoor Rower venne costruito un rudimentale sistema che permetteva di simulare la spinta con i bastoncini dello sci di fondo.
Era nato, almeno concettualmente, il primo SkiErg.
Non era ancora un prodotto destinato al mercato. Era soprattutto un esperimento tecnico realizzato da persone che conoscevano sia gli sport di endurance sia le possibilità offerte dal volano ad aria.
L’idea, però, era già quella che ritroviamo nelle macchine moderne: trasformare la forza esercitata dall’atleta in una resistenza progressiva e misurabile.
Un’idea rimasta nel cassetto per oltre vent’anni
La parte sorprendente della storia è che lo SkiErg non arrivò immediatamente sul mercato.
Per oltre vent’anni Concept2 continuò principalmente a sviluppare i propri ergometri da canottaggio, mentre sciatori e preparatori atletici sperimentavano diverse soluzioni per allenare indoor il gesto dello sci nordico.
Verso la metà degli anni Duemila l’idea tornò però prepotentemente d’attualità.
Alcuni sci club e persino alcuni dipendenti Concept2 avevano iniziato a montare verticalmente i RowErg per utilizzare il loro sistema di resistenza come simulatore della spinta con i bastoncini.
Era una soluzione ingegnosa, ma evidentemente non ideale.
2005: un infortunio riaccende il progetto
Nel racconto ufficiale di Concept2 esiste un episodio particolarmente curioso.
Nel 2005 la figlia di Dick Dreissigacker subì un infortunio alla caviglia. Per consentirle di continuare ad allenarsi, Dick montò verticalmente un Model D e realizzò una seduta che le permettesse di utilizzare la macchina senza caricare la gamba infortunata.
La soluzione funzionava, ma era chiaramente un adattamento.
Osservando quel sistema, Dick tornò all’idea sviluppata più di vent’anni prima: se il movimento funzionava così bene, perché non progettare finalmente una macchina specificamente pensata per lo sci?
Da quel momento iniziarono nuovi test e nuovi prototipi.
2009: arriva il primo SkiErg commerciale
Nel giugno del 2009 Concept2 lancia ufficialmente il primo SkiErg.
Per la prima volta gli atleti possono acquistare una macchina progettata espressamente per riprodurre indoor una parte fondamentale del gesto dello sci nordico.
Il primo modello consentiva soprattutto di eseguire il double pole, cioè la spinta simultanea delle due braccia.
Per gli sciatori di fondo rappresentava una soluzione estremamente interessante: potevano allenare il gesto specifico durante tutto l’anno, indipendentemente dalla presenza della neve.
Ma ben presto ci si accorse che la macchina aveva potenzialità che andavano molto oltre la preparazione dello sciatore.
2014: nasce lo SkiErg moderno
Nel 2014 Concept2 introduce la seconda generazione dello SkiErg.
Il progetto viene profondamente aggiornato: cambia la geometria del telaio, viene migliorato il sistema interno delle corde e diventa possibile eseguire non soltanto il double pole, ma anche movimenti alternati delle braccia.
Arriva inoltre il Performance Monitor 5, il celebre PM5, che permette di visualizzare e registrare numerosi parametri dell’allenamento.
È sostanzialmente la configurazione che ha reso famoso lo SkiErg moderno.
Oggi il Concept2 SkiErg PM5 utilizza un telaio in alluminio e il sistema di resistenza ad aria caratteristico degli ergometri Concept2. Può essere installato direttamente a parete oppure utilizzato con un’apposita pedana per ottenere una configurazione indipendente.
Da simulatore per sciatori a macchina per il functional fitness
Ed è qui che la storia prende una direzione che probabilmente neppure i suoi creatori avrebbero potuto prevedere nel 1982.
Lo SkiErg comincia progressivamente a uscire dall’ambiente dello sci nordico.
Preparazione atletica, circuit training, HIIT e soprattutto functional fitness scoprono rapidamente le caratteristiche di questa macchina.
Il motivo è abbastanza semplice: lo SkiErg permette di generare un lavoro metabolico molto elevato coinvolgendo contemporaneamente una grande parte del corpo.
Il movimento parte dalla parte superiore, coinvolge il core e viene accompagnato da anche e gambe. Il risultato è un gesto coordinato che può essere ripetuto con intensità molto differenti.
Lo stesso attrezzo può quindi essere utilizzato per un lavoro relativamente lungo e controllato oppure per sprint estremamente intensi.
Come funziona uno ski ergometer?
Il principio è particolarmente interessante perché, nelle macchine basate sulla resistenza dell’aria, non esiste un motore che imponga all’atleta una determinata velocità.
È l’atleta a produrre il lavoro.
Tirando le impugnature si mette in movimento il sistema collegato al volano. L’accelerazione del volano genera resistenza aerodinamica e la sensazione cambia in funzione della forza e della velocità applicate.
Questo rende la macchina adatta ad atleti con livelli di preparazione molto differenti.
Un principiante può lavorare lentamente concentrandosi sulla tecnica; un atleta avanzato può produrre accelerazioni molto più violente e trasformare pochi secondi di lavoro in uno sprint estremamente impegnativo.
Quali muscoli lavorano sullo SkiErg?
A prima vista si potrebbe pensare che sia soprattutto un esercizio per le braccia. In realtà, quando il gesto viene eseguito correttamente, il coinvolgimento è molto più ampio.
Durante il double pole entrano in gioco in maniera importante dorsali, spalle, tricipiti, muscoli del core, glutei e gambe.
La parte superiore genera la trazione sulle impugnature, mentre il tronco trasferisce la forza e gli arti inferiori partecipano alla flessione e all’estensione del corpo.
Per questo uno degli errori più comuni dei principianti consiste proprio nel tentare di eseguire tutto il movimento utilizzando esclusivamente le braccia.
Il gesto diventa rapidamente inefficiente e l’affaticamento locale aumenta.
Imparare a utilizzare il corpo come una catena coordinata consente invece di produrre più lavoro e sostenere lo sforzo più a lungo.
Perché lo SkiErg è così efficace nel conditioning?
Una delle caratteristiche più interessanti dello SkiErg è la possibilità di passare rapidamente da intensità molto basse a intensità estremamente elevate.
Non bisogna accelerare un tapis roulant, modificare manualmente un carico o interrompere l’esercizio per cambiare un peso.
È sufficiente aumentare la forza e la frequenza delle tirate.
Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto ai protocolli intervallati.
Si possono programmare, per esempio, sprint brevi alternati a recuperi, intervalli basati sulle calorie, lavori sulla distanza oppure sessioni più lunghe finalizzate alla capacità aerobica.
Lo SkiErg può inoltre essere inserito facilmente all’interno di circuiti insieme a esercizi con bilanciere, kettlebell, dumbbell, sled o movimenti a corpo libero.
SkiErg e allenamento a basso impatto
Un altro elemento che ne ha favorito la diffusione è l’assenza degli impatti ripetuti tipici della corsa.
Questo non significa che qualsiasi persona con un infortunio possa utilizzarlo senza valutazioni individuali, ma dal punto di vista meccanico lo ski ergometer permette di sviluppare un’importante richiesta cardiovascolare senza la successione di impatti con il terreno presente nella corsa.
Per preparatori atletici e coach significa avere a disposizione un’ulteriore modalità di conditioning e poter diversificare gli stimoli durante la programmazione.
Concept2 SkiErg PM5: il riferimento storico
Per chi cerca il modello che ha scritto la storia di questa categoria, KingsBox propone il Concept2 SkiErg PM5.
La macchina utilizza la resistenza ad aria e permette sia il movimento double pole sia la tecnica a braccia alternate.
Uno degli elementi distintivi è il monitor PM5, sviluppato per fornire dati immediati sulla prestazione e rendere confrontabili gli allenamenti.
Anche l’ingombro è interessante per le strutture che devono ottimizzare lo spazio: nella configurazione a parete la macchina misura circa 216 cm di altezza, 48,3 cm di larghezza nella parte inferiore, 52 cm nella parte superiore e 40,6 cm di profondità.
È possibile utilizzarla anche con un floor stand dedicato quando non si vuole o non si può effettuare il fissaggio alla parete.
Royal Ski Runner 2.0: l’alternativa della gamma KingsBox
Accanto al Concept2, KingsBox propone anche il proprio Royal Ski Runner 2.0, pensato per portare lo stesso concetto di allenamento all’interno della gamma Royal.
Il principio rimane quello che ha reso questa categoria di macchine così popolare: utilizzare un movimento ispirato allo sci di fondo per creare un lavoro intenso sulla resistenza muscolare e sul conditioning.
Il Royal Ski Runner 2.0 è particolarmente interessante per circuiti funzionali, intervalli e sessioni dedicate alla resistenza della parte superiore del corpo, mantenendo il coinvolgimento del core e degli arti inferiori durante il movimento.
Con una base di circa 127,8 x 60 cm e un’altezza di circa 211,6 cm, rappresenta una soluzione completa con supporto a pavimento integrato.
Concept2 SkiErg o Royal Ski Runner 2.0?
Non esiste una risposta universale, perché la scelta dipende dall’utilizzo previsto, dal budget e dal tipo di struttura.
Il Concept2 SkiErg PM5 porta con sé una storia iniziata oltre quarant’anni fa, un sistema di misurazione ormai consolidato e l’ecosistema del PM5. È una scelta particolarmente interessante per chi attribuisce grande importanza alla comparabilità delle prestazioni e all’esperienza Concept2.
Il Royal Ski Runner 2.0 rappresenta invece la proposta KingsBox per chi desidera inserire questa tipologia di lavoro nella propria palestra, box o home gym attraverso la linea Royal.
Più che chiedersi quale sia “il migliore” in assoluto, è quindi utile partire da una domanda più concreta: come verrà utilizzata realmente la macchina?
Come utilizzare lo SkiErg nell’allenamento
Una delle ragioni del successo dello ski ergometer è la sua versatilità.
Per sviluppare la base aerobica si possono utilizzare sessioni relativamente lunghe mantenendo un ritmo costante e controllabile. L’obiettivo, in questo caso, non è produrre il massimo numero di calorie nel minor tempo possibile, ma imparare a mantenere tecnica, frequenza e intensità.
Per il conditioning ad alta intensità si possono invece utilizzare intervalli brevi: ad esempio periodi di lavoro molto intenso alternati a recuperi sufficienti a mantenere elevata la qualità delle ripetizioni.
Un’altra possibilità consiste nel lavorare sulla distanza o sulle calorie, rendendo lo SkiErg una vera e propria stazione all’interno di un circuito.
È proprio questa flessibilità ad averlo reso particolarmente popolare nel functional training: una singola macchina permette di costruire stimoli metabolici molto diversi senza dover modificare pesi o configurazioni complesse.
Gli errori più comuni
Il primo errore è tirare esclusivamente con le braccia. Il movimento dovrebbe coinvolgere il corpo in maniera coordinata, utilizzando il core e accompagnando la trazione con anche e ginocchia.
Il secondo è partire troppo velocemente. Lo SkiErg può dare una falsa sensazione di facilità nei primi secondi, ma un ritmo eccessivamente aggressivo può diventare rapidamente insostenibile.
Il terzo è sacrificare la tecnica per aumentare semplicemente la frequenza delle tirate. Più movimenti al minuto non significano necessariamente maggiore efficienza.
Come accade sul rower, imparare a produrre forza in maniera efficace è generalmente più utile che limitarsi ad aumentare freneticamente la cadenza.
Una macchina nata sulla neve e diventata universale
La storia dello SkiErg dimostra come alcune delle innovazioni più riuscite nel mondo dell’allenamento nascano da problemi molto concreti.
Nel 1982 l’obiettivo era trovare un modo per utilizzare il principio dell’ergometro anche nell’allenamento dello sci di fondo.
Più di vent’anni dopo, un RowErg montato verticalmente per permettere a un’atleta infortunata di continuare ad allenarsi riportò quell’idea al centro dell’attenzione.
Nel 2009 arrivò il primo prodotto commerciale. Nel 2014 la seconda generazione trasformò ulteriormente la macchina. E negli anni successivi il functional fitness contribuì a portarla definitivamente fuori dal solo mondo dello sci nordico.
Oggi non è necessario essere sciatori per avere un motivo per utilizzare uno ski ergometer.
Può essere una macchina per sviluppare capacità aerobica, uno strumento per gli intervalli ad alta intensità, una stazione all’interno di un circuito o semplicemente un modo differente per mettere alla prova la propria capacità di produrre e sostenere potenza.
Porta lo SkiErg nel tuo allenamento
Nel catalogo KingsBox puoi scegliere tra due interpretazioni di questa macchina.
Il Concept2 SkiErg PM5 rappresenta l’evoluzione diretta del progetto nato nel Vermont oltre quarant’anni fa e offre il sistema di resistenza ad aria Concept2 insieme al Performance Monitor PM5.
Il Royal Ski Runner 2.0 porta invece il concetto dello ski ergometer all’interno della gamma Royal KingsBox, offrendo un’altra soluzione per integrare questo tipo di conditioning nella propria palestra o home gym.
Due macchine nate dalla stessa idea fondamentale: trasformare uno dei gesti più impegnativi dello sci nordico in un allenamento disponibile tutto l’anno, anche quando fuori non c’è un solo centimetro di neve.